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ATENEO DI QUALITÀ ACCREDITATO ANVUR - FASCIA A

Obiettivo integrine e non solo: sintesi e caratterizzazione di costrutti peptidomimetici multifunzionali come nuovi agenti per la diagnosi e la terapia

Le integrine sono una vasta famiglia di proteine recettoriali di superficie. Esse svolgono funzioni strategiche in un gran numero di eventi fisiologici e patologici. Infatti il coinvolgimento delle integrine RGD-dipendenti αVβ3, αVβ5, αVβ6 e α5β1 nell’evoluzione del tumore, nella angiogenesi tumorale e in fenomeni come la transizione epitelio-mesenchimale è stato ampiamente documentato e si riflette nella over- espressione di tali recettori caratteristica delle cellule tumorali e dell’endotelio vascolare tumorale.

In anni recenti, i nostri sforzi nel campo della ricerca di nuovi ligandi integrinici hanno portato alla realizzazione di una serie di ligandi peptidomimetici ciclici contenenti la sequenza tripeptidica RGD e incorporanti scaffold γ-amminoacidici a nucleo ciclopentanico (Acpca) o amminoprolinico (Amp) che hanno dimostrato di possedere elevate affinità per le integrine αVβ3, αVβ5 e α5β1 con valori di IC50 nel range nanomolare. L’impiego di tali ligandi per la preparazione di coniugati covalenti con unità attive quali agenti citotossici o sonde per la diagnostica (sonde fluorescenti o unità chelanti di metalli), come pure la loro incorporazione in nanoparticelle liposomiali ha permesso di raggiungere risultati estremamente positivi.

Obiettivo di questo filone della ricerca è pertanto la progettazione, sintesi e caratterizzazione di nuovi e versatili ligandi peptidomimetici, contenenti la sequenza RGD e indirizzati alle integrine αVβ3, αVβ6 e α5β1, per lo studio di fenomeni di riconoscimento molecolare e per le possibili applicazioni biomediche nei campi della terapia antiangiogenesi e della veicolazione mirata di farmaci e di agenti per la diagnosi del tumore.

Più recentemente il nostro interesse si è esteso alla sottofamiglia di integrine α4β1, che rappresentano target terapeutici di primo piano nella lotta alla sclerosi multipla. Scopo della ricerca è, anche in questo caso, la progettazione, sintesi e caratterizzazione di nuove classi di peptidomimetici capaci di legarsi in modo efficiente ai recettori α4β1 presenti sui linfociti e di interferire con la loro migrazione attraverso la barriera ematoencefalica e con la malattia neurodegenerativa che ne consegue.
 

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Pubblicato Mercoledì, 11 Giugno, 2014 - 12:04 | ultima modifica Giovedì, 12 Gennaio, 2017 - 12:29